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Primavera, tempo di malattie esantematiche. Come riconoscerle e come comportarsi

Primavera, tempo di malattie esantematiche. Come riconoscerle e come comportarsi
Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera le malattie esantematiche sono più diffuse.
Colpiscono generalmente i più piccoli, ma anche gli adulti possono esserne soggetti.
Molte sono le domande e le preoccupazioni in merito, in particolare se colpiscono i bambini. Quali sono, dunque, le malattie esantematiche e come bisogna comportarsi quando si manifestano?

Quali sono le malattie esantematiche e le fasce di età più esposte?


Le malattie esantematiche sono infezioni di origine principalmente virale, e solo in misura minore batterica, caratterizzate dalla comparsa di esantemi, eruzioni cutanee che ne costituiscono il sintomo ricorrente.

Queste infezioni, per lo più diffuse in primavera, sono sei: morbillo, varicella, scarlattina, rosolia, quinta e sesta malattia. Di queste, tutte sono di origine virale a eccezione della scarlattina, patologia infettiva batterica causata dallo Streptococco beta-emolitico di gruppo A.

Si tratta di condizioni morbose che interessano soprattutto soggetti giovani e in età pediatrica.
Una maggiore predisposizione di queste fasce di età è connessa a un sistema immunitario non ancora del tutto sviluppato e di conseguenza non pienamente efficiente; inoltre, l’elevata contagiosità degli agenti infettivi scatenanti aumenta il rischio di contagio per chi frequenta luoghi ad alto tasso di densità come scuole o asili.

Il contagio avviene per via aerea tramite le goccioline di saliva, emesse semplicemente con un colpo di tosse o uno starnuto, anche nella fase d’incubazione, ovvero prima della comparsa dei sintomi. In genere le malattie esantematiche vengono classificate in base alla zona del corpo in cui si manifesta inizialmente l’eruzione cutanea.
Per quanto riguarda morbillo, rosolia, scarlattina e quinta malattia l’esantema tende a presentarsi prima sul volto, mentre nel caso della varicella e della sesta malattia è soprattutto il tronco la parte più interessata al sorgere dell’infezione.

malattie esantematiche nei bambini

Quali sono i sintomi delle malattie esantematiche?


Il morbillo è una malattia esantematica causata da un virus che provoca un’infezione delle vie respiratorie, dopo un periodo di incubazione che varia fra 9 e 14 giorni.
In una prima fase prodromica, i sintomi del morbillo sono molto simili a quelli dell’influenza; solo in un secondo momento la temperatura corporea si alza e subentrano altri disturbi, come tosse, congiuntiviti e i primi segni di eruzione cutanea.
A partire dalla prima settimana di incubazione fino alla prima in cui si manifesta l’alterazione cutanea, la persona soggetta da morbillo resta contagiosa. Poi, nell’arco di una decina di giorni al massimo, l’esantema tende a scomparire, senza lasciare alcuna traccia.

La varicella dipende dal virus Varicella Zoster, appartenente alla famiglia degli Herpes. In questo caso il periodo di incubazione è di 10-20 giorni, e il soggetto è contagioso per un periodo compreso fra un paio di giorni prima della comparsa dell’esantema fino alla trasformazione in croste di tutte le vescicole.
Solitamente negli adulti o nei bambini la varicella si preannuncia con una sensazione di malessere diffuso, seguita dalla comparsa di eruzioni cutanee, mentre nei più piccoli può comparire subito l’esantema senza avvisaglie precedenti.

Un periodo di incubazione analogo è proprio della rosolia, un’infezione esantematica lieve che guarisce spontaneamente dopo 4-5 giorni dalla manifestazione dei sintomi e senza lasciare tracce.
Colpisce nella fascia di età compresa fra i 5 e i 14 anni, ma risulta più pericolosa se contratta in gravidanza, in quanto può generare complicazioni per il feto o il neonato.

La scarlattina, invece, è provocata da un batterio, lo stesso responsabile anche di tonsillite e impetigine.
Questa malattia esantematica colpisce soprattutto i bambini in età scolare, ma a causa dell’esistenza di diversi ceppi batterici può presentarsi più di una volta nella vita. Il topico esantema compare dopo circa un paio di giorni dall’insorgenza dei sintomi generali, come placche tonsillari, e inizia a ritirarsi dopo 3-4 giorni.

Infine, la quinta malattia e la sesta malattia sono considerati esantemi virali più leggeri, che non determinano particolari complicazioni.
Per quanto riguarda la prima, i soggetti più esposti a contrarla sono i bambini e i ragazzi tra i 5 e i 15 anni, mentre la sesta malattia colpisce prevalentemente tra i 6 mesi e i 2 anni e registra la sua incidenza massima proprio in primavera.

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Quali sono le cure per le malattie esantematiche?


Il consiglio è di consultare il pediatra o il medico curante, in modo da stabilire con lui la terapia da seguire. In ogni caso, per tutte le malattie esantematiche virali il migliore alleato è la prevenzione vaccinale, sia per i bambini sia per gli adulti.

Solo nel caso della scarlattina, e dunque in presenza di una malattia di origine batterica, è indicato l’uso dell’antibiotico.
Per le malattie esantematiche di origine virale, invece, non essendoci una cura specifica, il trattamento è di tipo sintomatico, ovvero agisce alleviandone i sintomi. Nel caso di stati febbrili associati all’infezione in corso è possibile somministrare del paracetamolo come la Tachipirina, così da abbassare la temperatura corporea.
È bene invece evitare la somministrazione di Aspirina e di tutti i salicilati nei bambini al di sotto dei 16 anni per non incorrere nella sindrome di Reye.

Anche l’ibuprofene in forma di compresse o sciroppo è indicato in caso di infiammazione e dolore, per la sua attività analgesica e antinfiammatoria.
Un valido aiuto è costituito dagli espettoranti e dalla fitoterapia, soprattutto per calmare la sensazione di prurito e irritazione causata dall’esantema: la calendula, ad esempio, è particolarmente utile in virtù della sua azione lenitiva e cicatrizzante.

Infine, nel periodo di convalescenza presta attenzione all’alimentazione: meglio prediligere cibi leggeri e favorire l’assunzione di liquidi. Non indurre il bambino a mangiare se non se la sente, e anche dopo la scomparsa dell’esantema non mandarlo a scuola ancora per qualche giorno. L’organismo, infatti, resta debilitato e così il sistema immunitario, esponendo il bambino al rischio di contrarre altre malattie.