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Parenterale ed enterale: le basi della nutrizione artificiale in ospedale e a domicilio

Parenterale ed enterale: le basi della nutrizione artificiale in ospedale e a domicilio
Quando l’assunzione orale di cibo e liquidi non è possibile o non adeguata a fornire nutrienti, il medico può richiedere il trattamento di nutrizione artificiale.

Le soluzioni di nutrizione artificiale sostituiscono completamente i cibi andando a integrare nell'organismo tutti i principi nutrizionali necessari e nella quantità giusta per sopravvivere.
In ospedale o a domicilio, la nutrizione artificiale diventa una pratica necessaria per tutti quei pazienti, che per diverse patologie, è impossibile, insufficiente o controindicata l'alimentazione per via naturale.

Diversamente da quanto si potrebbe pensare, la nutrizione artificiale non è legata solo allo stato di fine vita, ma può rappresentare anche una condizione temporanea.

L'aspetto più delicato, su cui si concentra l'attenzione di specialisti e nutrizionisti, è l’importanza di mantenere uno stato nutrizionale ottimale nei pazienti che si sottopongono ad interventi chirurgici o che sono affetti da disturbi cronici.
Diverse ricerche scientifiche provano e documentano come sia possibile ridurre le complicazioni degli interventi chirurgici, migliorare la degenza ospedaliera e potenziare la risposta ai farmaci seguendo un corretto e specifico mantenimento nutrizionale.

Nutrizione artificiale per via parenterale

La somministrazione parenterale può comportare l’accesso endovenoso periferico o accesso venoso centrale. A seconda del sito in cui viene posizionato il catetere, abbiamo una nutrizione parenterale totale ed una periferica (PPN).

Quando parliamo di alimentazione parenterale ci stiamo riferendo a un tipo di nutrizione artificiale periferica che comporta l’infusione di sacche nutrizionali per via venosa e il conseguente utilizzo di un catetere venoso.
Il catetere venoso periferico viene solitamente inserito in una vena superficiale del braccio (cefalica, mediana, basilica, radiale, ulnare) o altre vene superficiali del corpo, se il braccio non è accessibile, e tramite esse la soluzione infusa raggiunge l’intero circolo sanguigno. Di solito viene usato questo tipo di nutrizione quando si prevede un’alimentazione parenterale di breve durata.

L'alimentazione parenterale sottopone il paziente a una vera e propria condizione di dipendenza, in particolare nei casi in cui la nutrizione orale (quella naturale) o enterale non consentono un adeguato apporto energetico.

La nutrizione parenterale totale (NPT o TPN) Il catetere venoso centrale viene inserito a livello di una vena centrale (succlavia, giugulare interna, femorale) e tramite essa, la soluzione infusa raggiunge l’intero circolo sanguigno. Di solito viene usato questo tipo di nutrizione quando si prevede un’alimentazione parenterale di lunga durata o, comunque, per un tempo indeterminato.

Parenterale ed enterale la nutrizione artificiale

La lunga durata del trattamento può incorrere in problematiche. Gli effetti collaterali e i rischi di un'alimentazione parenterale centrale (ma in alcune situazioni anche periferica) sono essenzialmente di due tipi:

  • infettivi: sepsi a partire da un catetere venoso infetto (flebite chimica nella sede dell’iniezione )*;
  • metabolici: iperglicemia anche in pazienti non diabetici e steatosi epatica.
*Calore, irritazione, drenaggio, rossore, gonfiore e/o dolore. Nel caso si verificassero uno di questi effetti nei pressi del proprio catetere endovenoso, chiamate immediatamente il medico o chi sta assistendo durante la cura.

Come speigheremo nel corso dell'articolo, quello di sottoporre il paziente a tutti i controlli e a tutti gli appuntamenti con il medico e il laboratorio, rimane la forma di prevenzione migliore a possibili effetti collaterali.

Nutrizione artificiale per via enterale

La somministrazione enterale di sostanze nutritive comprende sondini naso-gastrici e nasogastrodigiunali o gastrostomia percutanea endoscopica (PEG) o digiunostomia (PEG-J) o sonde di alimentazione impiantate chirurgicamente.

La nutrizione enterale è uno strumento efficacissimo che può far sopravvivere i pazienti che non possono nutrirsi normalmente. L'alimentazione enterale viene adottata anche quando la dieta naturale ha necessità di essere fortificata e completata con l’aiuto di sonde e bypassando così l’azione di deglutizione.

A differenza dell'alimentazione per via parenterale, quella per via enterale è più fisiologica in quanto segue la strada della normale alimentazione orale, è meglio tollerata e non ha particolari controindicazioni se messa in opera in modo corretto.

E l'idratazione artificiale?

L’idratazione artificiale è la somministrazione di acqua ed elettroliti per vie artificiali. L'idratazione avviene per somministrazione endovenosa, come per la NP; e sottocutanea (dermoclisi).

La nutrizione artificiale è diventata una parte integrante delle cure palliative, per esempio nei pazienti oncologici e neurologici, con la possibilità di aumentare la sopravvivenza e la qualità della vita in pazienti selezionati.

L’OMS definisce le cure palliative come un approccio che migliora la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie che affrontano il problema connesso con la malattia pericolosa per la vita, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza per mezzo di identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e di altri problemi fisici, psicosociali e spirituali. [fonte: www.simg.it]

I pazienti devono essere sempre sotto controllo

È indispensabile rispettare i periodici controlli sopratutto se il paziente è sottoposto a un trattamento nutrizionale artificiale domiciliare.

“La nutrizione artificiale esige un controllo periodico dei pazienti per il monitoraggio dei parametri clinici e dei parametri di laboratorio ritenuti necessari. La frequenza di tali controlli è adattata al tipo di paziente e di patologia, con cadenza almeno mensile”. [fonte: superabile.it]

nutrizione artificiale

Nutrizione artificiale: gli errori da non commettere

  • 1. Il primo errore è ovviamente quello di fare da soli. Il funzionamento è semplice, semplice da spiegare e semplice da comprendere ma questo non significa essere in grado di saper disporre il trattamento in autonomia.
  • La nutrizione artificiale richiede un lavoro specifico svolto da figure professionali che conoscono le patologie e sono in grado di trattare i differenti pazienti scongiurando così il rischio di malnutrizione.
  • 2. Gestire in autonomia e non sottoporre il paziente ai controlli. Questo errore viene comesso da quei pazienti, o da quelle famiglie, che gestiscono la terapia da anni. La convinzione che il paziente sia sempre nella stessa condizione e sia stabile nella situazione clinica può portare a credere che non sia necessario fare delle analisi con scadenza regolare o che sia superfluo inviare i dati al centro nutrizionale.
  • 3. Non fare la purga. Tutti i pazienti alimentati tramite nutrizione artificiale hanno bisogno della purga per pulire l'intestino. Se non si pulisce l’intestino c’è il rischio che il paziente vomiti incorrendo nel rischio che inali il vomito. La purga va fatta per tutta la durata della cura ed è consigliata anche in caso di diarrea.


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  • 4. Non rispettare la dieta. È indispensabile seguire e rispettare la dieta prescritta dal dietista esperto in nutrizione artificiale. Il supporto nutrizionale viene studiato, pianificato e monitorato costantemente garantendo adeguati apporti nutrizionali e basandosi sui fabbisogni individuali.

La malnutrizione durante una terapia nutrizionale artificiale e le dirette conseguenze

La malnutrizione incide sulla morbilità, sulla durata della degenza, sulla spesa sanitaria e su diversi altri aspetti della degenza. Purtroppo recenti stime evidenziano che fino al 60% dei pazienti ospedalizzati soffre di malnutrizione e questo è causa di gravi complicanze. L'unica "prevenzione" possibile per queste complicanze rimane quella di seguire un'adeguata terapia nutrizionale , da rispettare in modo rigido e intransigente in particolar modo per tutti quei pazienti critici.

degenza ospedaliera alimentazione artificiale

La valutazione dello stato nutrizionale dev'essere parte di ogni controllo o visita medica al fine di identificare gli eventuali rischi di malnutrizione e, in caso, ridefinire la terapia nutrizionale personalizzata.

Le conseguenze della malnutrizione:

• Aumento della durata della degenza ospedaliera
• Aumento della morbilità e della mortalità
• Aumento delle complicanze delle infezioni
• Più lenta cicatrizzazione delle ferite
• Aumento della spesa sanitaria

Nutrizione Artificiale Domiciliare (NAD)

Spesso per il degente l'assistenza domiciliare è la soluzione migliore.
La propria casa, rispetto al ricovero ospedaliero, nella maggior parte delle situazioni è il posto migliore dove ricevere l’assistenza, anche e soprattutto quella famigliare. In questa situazione lo Stato si impegna a concedere gratuitamente i dispositivi medicali necessari.

È sempre bene ricorrere a dedicati programmi domiciliari dove équipe multidisciplinari formate da medici, infermieri, farmacisti e assistenti sociali, sono responsabili del quadro clinico del paziente e lavorano al solo scopo di migliorare la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie.
Ricordiamo che la nutrizione artificiale è da considerarsi come un intervento medico e pertanto richiede un'indicazione, un obiettivo terapeutico e il consenso del paziente a cui viene somministrata.