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Demenza senile: 3 cose che puoi fare per proteggere il cervello dalla perdita di memoria

Demenza senile: 3 cose che puoi fare per proteggere il cervello dalla perdita di memoria

Non sottovalutare questi consigli solo perchè sei giovane, dopo una certa età tutti possono essere affetti da demenza senile



Invecchiare può essere spaventoso, ma diventa drammatico quando esiste la probabilità di essere colpiti dalla demenza senile.

Demenza senile 3 cose che puoi fare per proteggere il cervello dalla perdita di memoria

Più di 50 milioni di persone in tutto il mondo sono affette da questa terribile malattia degenerativa e, mentre questa cifra continua a crescere (interessa il 5% degli ultra 65 enni per passare al 30-40% degli ultra 80 enni), la possibilità di sviluppare la demenza è sempre più concreta per ognuno di noi.

I sintomi iniziali della demenza senile

La demenza senile è caratterizzata da sintomi e segnali molto variabili.
Le più comuni avvisaglie sono la progressiva perdita di memoria e il deterioramento delle funzioni cognitive, ma sono sintomi significativi anche le evidenti difficoltà nelle attività quotidiane come disturbi del linguaggio o difficoltà di orientamento e i repentini cambiamenti umorali o di comportamento.

Ma cosa fareste se vi dicessero che ci sono dei comportamenti che potete adottare sin da ora per rafforzare la vostra salute cerebrale e ridurre quindi il rischio di sviluppare un domani patologie cerebrali come la demenza?



La demenza senile è una malattia molto complessa, difficile da studiare. Proprio per questo non esiste nè un vaccino nè una vera e propria cura, ma ad oggi la prevenzione rimane lo strumento più efficace che abbiamo per tutelarci.
Gli studi e la medicina ci offrono una serie di conoscenze su come “invecchiare bene” anche dal punto di vista cerebrale. Disponiamo di una serie di strumenti che possono potenziare le nostre funzioni cognitive, bloccando o rallentando il passaggio dall’invecchiamento cerebrale fisiologico a quello patologico, processo quest’ultimo che porta allo sviluppo della demenza senile.
Studi e ricerce scientifiche non hanno ancora pubblicato una lista di parametri universali da adottare, ma tutti gli esperti del campo concordano sul fatto che sia necessario prestare attenzione a specifici comportamenti.
Vediamo insieme quali sono i comportamenti da adottare per tutelare la futura salute celebrale di ognuno di noi.

Rimanere fisicamente attivi

Rimanere fisicamente attivi

La prossima volta che ti senti stanco o vuoi saltare l'allenamento solo per pigrizia, ripensaci. 'Mens sana in corpore sano', gli antichi romani lo sapevano bene!
Le ricerche dimostrano che l'attività fisica non fa bene solo al corpo, ma anche al cervello, anche se si tratta di qualcosa di semplice come una passeggiata di 20 minuti al giorno.

L'esercizio fisico gioca un ruolo importante per la salute del cervello per una serie di motivi.
Oltre a prevenire l'ictus e a sostenere la salute del cuore e dei vasi sanguigni, si pensa che l'esercizio fisico possa incentivare la nascita di nuovi neuroni e connessioni sinaptiche nel cervello, in particolare nell'ippocampo.

Salvaguardare l'ippocampo è importante perché è l'area centrale del cervello legata all'apprendimento e alla memoria. ed è anche una delle prime parti del cervello ad essere danneggiata dall'Alzheimer e dalle altre forme di demenza.

Diversi studi condotti sulle cavie hanno dimostrato che l'esercizio fisico può svolgere un ruolo nella riduzione della quantità di proteine beta-amiloidi nel cervello. Queste proteine sono la componente principale delle placche che si accumulano a livelli anomali nel cervello delle persone affetta dalla malattia dell'Alzheimer.

Mark Albers, assistente professore di neurologia presso il Mass General Institute for Neurodegenerative Disease, ha raccomandato di abbandonare il tapis roulant e di far spazio invece a camminate all'aperto dove l'ambiente e il paesaggio cambiano durante l'allenamento.

Alla routine per tenersi in forma e all'esercizio aerobico - la corsa, la camminata e il nuoto - andrebbe aggiunto, secondo Ronald Petersen, medico e direttore del Mayo Clinic Alzheimer's Disease Research Center, anche un allenamento complementare anaerobico, specifico per la forza e la resistenza muscolare.

"In termini di salute generale del cervello e forse anche di qualità della vita, penso che queste attività siano benefiche", ha detto Petersen.

Mantenere la mente occupata

Rimanere fisicamente attivi

Se non è salutare avere un corpo non allenato è altrettanto sbagliato avere una mente pigra e inattiva. Con l'avanzare dell'età è molto importante mantenere il cervello occupato e attivo.

Il modo principale per farlo è mantenere le relazioni sociali e impegnarsi in attività intellettuali che aiutino "a formare nuove connessioni in aree rilevanti del cervello in cui il processo della malattia di Alzheimer può erodere queste connessioni", ha dichiarato Mark Albers.

La rete di rapporti sociali può essere sviluppata e strutturata in diversi modi: dall'appuntamento fisso al bar con un amico, al partecipare a feste e attività di gruppo, all'ospitare parenti e consocenti.

L'importante è mantenere dei rapporti sociali duraturi, visto che l'isolamento sociale è ritenuto un fattore di rischio per la demenza.
Per lo stesso motivo la lettura, i giochi di logica, le parole crociate e diverse altre attività intellettuali possono essere un bene per la salute della vostra mente.

Una mente attiva e impegnata contro l'invecchiamento

Svolgere queste attività con costanza e regolarità aiutano a 'stimolare' e a tenere 'allenate' tutte quelle funzionalità del cervello essenziali come la memoria, il ragionamento, il linguaggio, l'attenzione e l'orientamento.

La ricerca mostra che queste attività possono svolgere un ruolo attivo nel rallentare o nel contrastare il processo fisiologico di invecchiamento (declino cognitivo) legato all'età.

Mantenere il cervello sano con questi impegni sarà senza dubbio più facile se anzichè vedere queste attività come un obbligo o come un lavoro di routine, sfrutterete questo imput per essere più curiosi e farvi coinvolgere da stimoli e attrattive di vostro interesse.

"Consiglio ai miei pazienti di impegnarsi in attività in cui sono emotivamente connessi, come leggere libri legati al giardinaggio e cercare quindi di coltivare una o due piante ogni anno", ha detto Albers.

Come la maggior parte degli studi che riguardano la salute del cervello e l'invecchiamento, la ricerca in questo settore è ancora frammentata e approssimativa. Gli esperti però ritengono che queste attività svolgono un ruolo cruciale nell'arricchire e potenziare le connessioni cerebrali tra le cellule nervose, note anche come connessioni sinaptiche.

Sono proprio queste connessioni ad essere cruciali per il sano funzionamento del cervello, quelle che di fatto ci aiutano a strutturare i ricordi.

Seguire una dieta sana ed equilibrata

Seguire una dieta sana ed equilibrata

Seguire una dieta sana ed equilibrata non è certo una novità, ma vale la pena di sottolinearlo più e più volte. Le ricerche dimostrano che mangiare sano fa bene sotto ogni punto di vista, compresa la salute del cervello.

La scelta migliore è quella di seguire una dieta mediterranea sana per il cuore che contiene alimenti come pesce, frutta e verdura fresca, cereali integrali, olio d'oliva, noci e altri tipi di grassi sani, e che riduce la carne e i latticini.

Seguire questo tipo di alimentazione aiuta a migliorare la memoria e risultati cognitivi nel tempo, ha detto Albers.

Un altro motivo per cui la dieta mediterranea può essere benefica è che è un modo per controllare l'ipertensione di mezza età - e la ricerca dimostra che la gestione della pressione sanguigna tra le persone con ipertensione può ridurre il rischio di declino cognitivo e di invecchiamento.

In definitiva, è possibile agire sullo stato della salute futura non pensando necessariamente di controllare l'invecchiamento, ma come qualcosa che avverrà di conseguenza. Siate proattivi ora occupandovi e salvaguardando il vostro benessere.

Bisognerebbe pensare alla salute cognitiva e al processo di invecchiamento nello stesso modo in cui ci occupiamo della salute cardiovascolare.

Le nostre abitudini di vita possono prevenire o rallentare l'insorgere di specifiche malattie o il deterioramento di alcuni organi come il cervello. La demenza non è sempre una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento.

Petersen ci ricorda che: "I dati delle ricerche non sono chiari e definitivi in molte delle analisi condotte, ma ritengo che più le persone si impegnino e si prendono cura del loro stato di salute e più è probabile che possano vivere serenamente il processo di invecchiamento, godendo di una migliore qualità della vita".

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